• Uliano Lucas

L’Ilva di Taranto

La disputa infinita tra diritto al lavoro e diritto alla salute

Con una superficie complessiva di circa 15.450.000 metri quadrati, 12mila dipendenti, una produzione di 9 milioni di tonnellate di acciaio l’anno, L’Ilva di Taranto, il maggior complesso siderurgico europeo, ha segnato per cinque decenni la storia della città, indirizzato la sua economia, determinato la vita e la morte dei suoi abitanti a causa delle emissioni inquinanti dei suoi impianti. Nel 1980 Uliano Lucas entra nell’acciaieria insieme al fotoreporter Maurizio Bizziccari, in un’epoca in cui la politica di industrializzazione del Sud iniziava ad essere messa in discussione di fronte alla consapevolezza dei danni sul territorio e sulla salute che essa comportava. Racconta il lavoro all’altoforno, la vita dentro l’acciaieria, la fatica e la socialità tra gli operai, la vastità degli impianti e la loro violenza sul territorio, con le ciminiere e i fumi che si stagliano tra il mare e gli ulivi. Di fronte a una rappresentazione del Sud ancora in larga parte incentrata sull’idea di un Meridione contadino e arretrato, legata alla cultura meridionalista degli anni quaranta e cinquanta, racconta le contraddizioni di una città che si è aperta all’industria.
Oggi, a distanza di tanti anni, molti dei problemi che Lucas ha documentato rimangono insoluti. Malgrado il processo ai proprietari dell’Ilva Emilio e Nicola Riva e ad alcuni dirigenti per “disastro colposo e doloso, avvelenamento di sostanze alimentari, omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro, danneggiamento aggravato di beni pubblici, getto e sversamento di sostanze pericolose e inquinamento atmosferico”, malgrado il sequestro degli impianti da parte della magistratura nel 2012, la procedura di messa in mora nei confronti dell’Italia da parte della Commissione europea per il mancato controllo dell’applicazione delle direttive Ue sulla tutela dell’ambiente e della salute, a dispetto del processo di risanamento dell’area avviato nel 2012, l’Ilva rimane oggetto di una contesa senza fine tra le ragioni dell’economia e del lavoro e quelle della salute e dell’ambiente.